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Le sorgenti di Rasiglia

 

Le sorgenti di Rasiglia sono Capovena, Alzabove, Venarella, Le Vene, la Vena Pidocchiosa , le Vene di Campolungo.

Capovena si trova nella parte alta dell’abitato di Rasiglia, all'interno di un Parco non di libero accesso. L'acqua sgorga da una roccia all'interno di una grotta che fino ad alcuni anni fa era di libero accesso al pubblico che poteva fermarsi sopra un ponticello predisposto e ammirare lo spettacolo dell'acqua sorgiva sotto i suoi piedi; purtroppo, a causa di un grave incidente incorso ad un turista, la grotta fu chiusa ai visitatori e oggi è possibile accedere al Parco solo previa richiesta al custode che ne possiede la chiave. L'acqua di questa sorgente attraversa tutto il paese disperdendosi in mille rivoli e formando tutta una serie di fiumiciattoli e cascatelle che rappresentano uno spettacolo di grande attrazione per gli occasionali visitatori; dopo aver attraversato tutto il paese, i vari fiumiciattoli si riuniscono in una unica grande vasca artificiale denominata “Peschiera” e da lì successivamente, attraverso un altro canale, l’acqua si riversa nel fiume Menotre. L'acqua di questa sorgente alimenta la quasi totalità delle fontanelle pubbliche del paese nonché i due lavatoi anticamente utilizzati dalle donne del paese per lavare i loro panni sporchi; l'avanzare del progresso ha portato l'acqua corrente in tutte le case ed i lavatoi sono del tutto inutilizzati, mentre le fontanelle, dove un tempo l'acqua usciva liberamente, sono state dotate di rubinetto di chiusura.

La sorgente Alzabove è situata a circa 1 km dalla sorgente Capovena, nei pressi

dell’abitato di Rasiglia, nel Comune di Foligno, ad una quota di circa 640 metri s.l.m. La sorgente è parzialmente captata per uso potabile. Quest'acqua  è la vera ricchezza del paese essendo particolarmente indicata per le persone che soffrono di pressione alta.

Nasce  sotto al monte Carosale e viene quasi totalmente prelevata dalla cabina di prelievo per alimentare l'acquedotto Sella Valle Umbra sud che serve i comuni di Foligno e Montefalco. In particolare la fontanella ubicata sulla piazza del paese è l'unica ad essere alimentata da quest'acqua ed è anche l'unica ancora di libero scorrimento senza rubinetto; tale acqua è molto nota anche agli abitanti del resto della montagna e del circondario che molto spesso si fermano alla sorgente o presso la fontanella per farne abbondante scorta.

Il bacino idrogeologico della sorgente è impostato su litotipi appartenenti alla serie Umbro-Marchigiana, con prevalenza delle formazioni calcaree. Un ruolo importante è rivestito dalle formazioni marnoso-argillose della Scaglia Cinerea, delle Marne a Fucoidi e, pur se non affioranti in superficie, del Rosso Ammonitico. Le Marne a Fucoidi, in particolare, grazie alle caratteristiche di bassa permeabilità, costituiscono una “soglia” che permette l’emergenza delle acque sotterranee. L’opera di presa è costituita da una struttura in cemento armato da cui parte una lunga galleria drenante accessibile tramite passerella.

La galleria segue per alcune decine di metri il profilo del Monte Torricello, dove il fianco del rilievo si stacca dal materiale alluvionale della valle del fiume Menotre, e raccoglie le acque che fluirebbero naturalmente nel fiume stesso.

Un lungo canale di raccolta percorre longitudinalmente la galleria, convogliandone le acque in una vasca munita di stramazzo, posta nell’opera di presa.

Poi, l’acqua fluisce in una vasca di carico, delimitata sul lato sinistro da uno spesso cordolo in cemento armato, che funge da dispositivo di sfioro. Sul fondo della vasca di carico si trova la condotta di prelievo. L’acqua che supera il cordolo in cemento viene rilasciata, mediante tubazione interrata, nell’alveo del fiume Menotre.

Nella prima vasca è stata posizionata una sonda idrostatica ad alta precisione, allineata con la base dello stramazzo. La sonda misura in continuo l’altezza dell’acqua sulla lama di base e, nota la curva livello – portata dello stramazzo, fornisce direttamente la portata complessiva della sorgente.

Nella stessa vasca sono stati installati i sensori per la misura della temperatura e della conducibilità specifica dell’acqua.

La sorgente Venarella , di fronte al campo sportivo di Rasiglia, serve ad alimentare l'acquedotto per Verchiano; anche questa piccola sorgente è quasi inaridita dalla cabina di prelievo e non è mai stata utilizzata per uso domestico; essa in antichità serviva per l'irrigazione dei campi circostanti e per dissetare i viandanti ed i ragazzi del paese che si trovavano nei pressi quando il campo di calcio del paese era ancora in attività.

La sorgente Le Vene si trova, a circa un Km dal paese, in località Chieve, che è ormai disabitata; del resto la frazione è costituita da due sole case. L'acqua  che sgorga da questa piccola sorgente alimenta esclusivamente il fiume Menotre; fino ad alcuni anni indietro anche questa sorgente, grazie ad alcuni sistemi irrigui, alimentava le coltivazioni limitrofe, ma, a causa della scomparsa di tutti i contadini, è scomparso anche tale uso.

La sorgente la Vena Pidocchiosa , in località La Villa, si trova, venendo da Foligno, all'ingresso del paese; l’acqua alimenta il fiume Menotre e non è imbrigliata in alcun modo; non si usa né per irrigazione né per uso domestico.

La sorgente le Vene di Campolungo si trova nel fosso di Volperino che è situato   ad alcuni chilometri dal paese e che in passato affiancava il sentiero del paese che inerpicandosi tra i boschi univa Rasiglia a Volperino; ormai tale sentiero non esiste più e la vena non ha alcun utilizzo pratico se non quello di irrigare alcune coltivazioni ancora presenti sul fianco della montagna, in particolare modo uliveti.